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Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, questo è l’ultimo articolo prima della pausa estiva, vorrei lasciarvi con un passo tratto dal romanzo L’isola di Arturo della scrittrice Elsa Morante, un passo che descrive i colori, i profumi e i paesaggi dell’isola di Procida, in cui il romanzo è ambientato, evocando tutta la bellezza delle isole mediterranee. Potrebbe essere, se avete un buon livello di comprensione, anche un’ottima lettura per l’estate.

Durante il periodo estivo potrete comunque inviarmi le vostre domande e i vostri commenti.

Anche quest’anno vi ringrazio per la vostra partecipazione, grazie a voi il blog diventa ogni giorno luogo di scambio e di arricchimento.

Auguro a tutti una magnifica estate e ci ritroveremo a settembre con nuovi argomenti e approfondimenti.

Buone vacanze!

Prof. Anna

Prima di leggere il passo del romanzo conosciamo un po’ meglio l’autrice.

Elsa Morante (Roma, 18 agosto 1912 – Roma, 25 novembre 1985) è stata una scrittrice, saggista, poetessa e traduttrice italiana. È considerata da alcuni critici una tra le più importanti autrici di romanzi del secondo dopoguerra.

I genitori naturali sono la maestra elementare di confessione ebraica Irma Poggibonsi e l’impiegato postale Francesco Lo Monaco, ma la piccola, come i suoi fratelli, viene riconosciuta alla nascita dal marito della madre, Augusto Morante. La formazione si interrompe con il diploma liceale, dato che la scarsità di mezzi economici le impedisce la frequenza dell’Università, dove si era iscritta a Lettere.

Nel 1936 incontra lo scrittore Alberto Moravia, che diventerà suo marito nel 1941. La coppia frequenta l’ambiente artistico romano e le personalità di riferimento per la produzione letteraria dell’epoca; con gli anni del conflitto mondiale, date le tendenze antifasciste di Moravia, la coppia deve fuggire dalle autorità della capitale in un paesino di montagna della Ciociaria, nel 1944 la Morante tornerà a Roma. Il romanzo L’isola di Arturo vede la stampa in Italia nel 1957, il libro racconta l’adolescenza di Arturo che vive nell’isola Procida, in provincia di Napoli, dove trascorre quasi tutto il suo tempo da solo, insieme alla cagna Immacolatella, mentre suo padre, Wilhelm Gerace, è spesso assente per via di un lavoro tanto misterioso quanto, lui crede, avventuroso. L’isola racchiude tutto il suo mondo, e tutti gli altri posti esistono per lui solo nella dimensione della leggenda. Passa il suo tempo a leggere storie sugli “eccellenti condottieri”, a studiare l’altlante per progettare i suoi viaggi futuri e a fare fantasie sulla figura del padre che crede il più grande eroe della storia. Tutto ciò che è legato al padre Wilhelm per lui è sacro. Il romanzo gode di una risposta molto positiva da parte del pubblico, conquistando anche il Premio Strega.

Morante e Moravia si separarono nel 1961, senza però mai divorziare. Nel 1974 la scrittrice pubblica La Storia, grande affresco dell’Italia della guerra e della ricostruzione. Muore d’infarto il 25 novembre 1985.

Leggiamo insieme un passo tratto dal romanzo L’isola di Arturo.

Vi ricordo che, se ci sono parole che non conoscete, potete consultare il dizionario online basta cliccare due volte sulla parola e si aprirà una piccola finestra, cliccando una volta su questa finestra apparirà il significato.

Le isole del nostro arcipelago, laggiù, sul mare napoletano, sono tutte belle. Le loro terre sono per gran parte di origine vulcanica; e, specialmente in vicinanza degli antichi crateri, vi nascono migliaia di fiori spontanei, di cui non rividi mai più i simili sul continente. In primavera, le colline si coprono di ginestre: riconosci il loro odore selvatico e carezzevole, appena ti avvicini ai nostri porti, viaggiando sul mare nel mese di giugno.
Su per le colline verso la campagna, la mia isola ha straducce solitarie chiuse fra muri antichi, oltre i quali si stendono frutteti e vigneti che sembrano giardini imperiali. Ha varie spiagge dalla sabbia chiara e delicata, e altre rive più piccole, coperte di ciottoli e conchiglie, e nascoste fra grandi scogliere. Fra quelle rocce torreggianti, che sovrastano l’acqua, fanno il nido i gabbiani e le tortore selvatiche, di cui, specialmente al mattino presto, s’odono le voci, ora lamentose, ora allegre.
Là, nei giorni quieti, il mare è tenero e fresco, e si posa sulla riva come una rugiada.
Ah, io non chiederei d’essere un gabbiano, né un delfino; mi accontenterei d’essere uno scorfano, ch’è il pesce più brutto del mare, pur di trovarmi laggiù, a scherzare in quell’acqua.

Ora provate a rispondere alle seguenti domande:

۱- Dove e quando è nata Elsa Morante?

۲- Chi è suo marito?

۳- Perché la coppia deve lasciare Roma?

۴- In che anno viene pubblicato L’isola di Arturo?

۵- Dove è ambientato il romanzo?

۶- Dove si trova  l’isola di Procida?

۷- Qual è il titolo di un altro importante romanzo della Morante?

۸- Di che cosa parla il passo che avete appena letto?

۹- Che cosa vorrebbe essere Arturo nelle ultime righe del testo? E perché?

۱۰- Siete mai stati in un posto simile a quest’isola?

 

 

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